Programmi in corso

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Bandi europei su diritti, uguaglianza e cittadinanza

 

La scorsa settimana sono stati pubblicati dalla UE i bandi per il 2018 relativi al Programma “Diritti, uguaglianza e cittadinanza” (2014-2020). Si tratta di opportunità di co-finanziamento che coprono diversi ambiti: cittadinanza, diritti dei minori, pari opportunità, lotta contro la violenza di genere e sui minori, lotta contro il razzismo e tutte le forme di discriminazione e intolleranza, compreso l’incitamento all’odio online. Di seguito l’elenco delle call aperte e di prossima apertura con il link di riferimento dove vengono fornite indicazioni sulle priorità e le azioni finanziabili, i beneficiari e l’entità del finanziamento. Scadenze comprese tra aprile e novembre 2018
Bando “Miglioramento dell’inclusione e della partecipazione sociale e politica dei cittadini «mobili» dell’UE”

Scadenza: 26 aprile 2018

Bando “Sostegno alla capacity-building nel campo dei diritti dei minori – meccanismi integrati nazionali o regionali per supportare i minori che lasciano o escono dai sistemi di assistenza alternativa”

Scadenza: 31 maggio 2018

Bando “Prevenzione e lotta contro la violenza di genere e sui minori”

Apertura: 8 marzo 2018
Scadenza: 13 novembre 2018

Bando “Pari partecipazione di donne e uomini nei dibattiti pubblici, nelle posizioni di leadership in politica e nel settore imprenditoriale; sostegno alle autorità pubbliche e alla società civile riguardo all’iniziativa “New Start to Support Work-Life Balance for Parents and Carers”

Apertura: 8 marzo 2018
Scadenza: 19 giugno 2018

Bando per autorità pubbliche sulla “prevenzione e la lotta contro il razzismo, la xenofobia e altre forme di intolleranza, in particolare i crimini dettati dall’odio e l’incitamento all’odio”

Apertura: 25 aprile 2018
Scadenza: 27 settembre 2018

Bando per il monitoraggio, la prevenzione e il contrasto all’incitamento all’odio online

Apertura: 25 aprile 2018
Scadenza: 11 ottobre 2018

Bando prevenzione e lotta contro il razzismo, la xenofobia e altre forme di intolleranza

Apertura: 25 aprile 2018
Scadenza: 4 ottobre 2018

Bando per progetti nazionali e transnazionali volti a promuovere il principio di non-discriminazione e l’integrazione dei Rom

Apertura: 17 maggio 2018
Scadenza: 9 ottobre 2018

Bando per sostegno alle Piattaforme Nazionali per i Rom

Apertura: 12 giugno 2018
Scadenza: 8 novembre 2018

 

 Bando AICS per resilienza e la protezione dei migranti in Africa Occidentale

 

La sede AICS di Dakar ha recentemente pubblicato il bando dell’iniziativa di emergenza regionale AID-11274 che intende contribuire a mitigare le cause profonde della migrazione soprattutto a beneficio dei giovani e delle donne e appoggiare il reinserimento dei migranti di ritorno nel loro paese, ma anche assicurare protezione alle fasce più vulnerabili della popolazione in transito, ponendo particolare attenzione ai minori non accompagnati. Si tratta dell’Iniziativa Regionale di Emergenza in Africa Occidentale per rafforzare la resilienza e la protezione dei migranti e dei migranti di ritorno che conta di una dotazione finanziaria di 2.630.000 € su cinque paesi coinvolti (Senegal, Mali, Guinea Conakry, Guinea Bissau e Gambia).

Scadenza 12 marzo 2018

RIPARTIZIONE DEI FONDI DISPONIBILI IN LOCO

Senegal  – 700.000  €
Settori: Agricoltura e Sicurezza Alimentare; Sostegno allo Sviluppo Endogeno Inclusivo e Sostenibile del Settore Privato, Protezione.

Mali – 900.000 €
Settori: Agricoltura e Sicurezza Alimentare; Sostegno allo Sviluppo Endogeno Inclusivo e Sostenibile del Settore Privato, Protezione.

Guinea Conakry – 430.000 €
Settori: Agricoltura e Sicurezza Alimentare; Sostegno allo Sviluppo Endogeno Inclusivo e Sostenibile del Settore Privato, Protezione.

Guinea Bissau – 400.000 €
Settori: Agricoltura e Sicurezza Alimentare; Sostegno allo Sviluppo Endogeno Inclusivo e Sostenibile del Settore Privato, Protezione.

Gambia – 200.000 €
Settori: Agricoltura e Sicurezza Alimentare; Sostegno allo Sviluppo Endogeno Inclusivo e Sostenibile del Settore Privato, Protezione.

Le aree di intervento saranno quelle in cui il fenomeno è più accentuato e lungo i corridoi migratori transfrontalieri più utilizzati dai migranti irregolari.
Tutte le azioni finanziate dovranno mirare ad attivare il massimo coinvolgimento e la collaborazione non solo dei beneficiari ma di tutti gli stakeholder fin dalla progettazione dell’intervento e ricercare la costruzione di sinergie e best practices con altre organizzazioni (internazionali e locali) e/o le Agenzie UN sul territorio impegnate in interventi simili o complementari. L’iniziativa si coordinerà quindi con le principali autorità locali di ciascun paese, sia a livello locale che nazionale, e sarà assicurato il coordinamento con il sistema delle Nazioni Unite.

Il Programma opererà nei seguenti settori d’intervento:

  • AGRICOLTURA E SICUREZZA ALIMENTARE
  • SOSTEGNO ALLO SVILUPPO ENDOGENO, INCLUSIVO E SOSTENIBILE, DEL SETTORE PRIVATO
  • PROTEZIONE

Di seguito i risultati attesi dall’Iniziativa:

  • Potenziata la resilienza nelle aree individuate, attraverso attività rivolte alla formazione, allo sviluppo agricolo, alla sicurezza alimentare e alla conservazione e all’uso del territorio attraverso l’individuazione e diminuzione delle condizioni di fragilità del territorio ed al potenziamento della sua capacità di reazione agli shock naturali, con un approccio bottom up sviluppato con l’intento di attivare un processo di crescita non solo in termini tecnico produttivi ma anche economico sociali.
  • Favorito un miglior accesso ad attività generatrici di reddito e di sussistenza e di realizzazione personale. I progetti cercheranno di incrementare percentualmente il numero di popolazione target in condizione di avviare proprie attività generatrici di reddito e di sussistenza, attraverso un processo integrato di accompagnamento dalla formazione all’avvio dell’attività.
  • Rafforzata la protezione delle categorie più vulnerabili della popolazione, in particolare di quella a rischio sfollamento e/o migrazione, migranti in transito e di ritorno sia dall’Italia che dai Paesi africani di transito.
  • Sviluppate campagne informative innovative mirate al contrasto della “cultura della migrazione” ed all’informazione sulla possibilità di riuscita a livello locale, cercando ove possibile anche una connessione con la diaspora, in particolare le comunità dei migranti in Italia.

Beneficiari diretti saranno i potenziali migranti (coloro che pianificano di migrare), migranti e migranti di ritorno (inseriti o meno in un programma strutturato del Ministero degli interni Come il FAMI e di IOM). Il target privilegiato individuato è quello dei giovani, i quali risentono maggiormente della mancanza di impiego, di opportunità di un futuro più dignitoso.

Aree geografiche di intervento
L’iniziativa avrà carattere regionale e transfrontaliero dando priorità ad interventi transfrontalieri e che agiscano sui corridoi migratori multi-paese. Le aree coinvolte saranno quelle ad alta potenzialità migratoria dei Paesi che rientrano nelle competenze della sede AICS di Dakar: Senegal, Mali, Gambia, Guinea Conakry e Guinea Bissau. Sarà possibile dunque presentare proposte per i singoli paesi o per più Paesi insieme.

Requisiti proposte progettuali
Durata massima delle attività di progetto: 20 (venti) mesi;
Finanziamento richiesto all’AICS non superiore a: 600.000 EUR  per proposte presentate da una singola OSC; 900.000 EUR  per proposte presentate in Associazione Temporanea di Scopo (ATS);

Ciascun soggetto senza fini di lucro può presentare 1 sola proposta come capofila proponente e 1  come aderente di un’ATS, per un totale massino di 2  (una come capofila e una come associato).

Le proposte di progetto dovranno essere presentate dagli organismi proponenti alla Sede di Dakar dell’AICS entro e non oltre le ore 13.00 (ora di Dakar) del 12 marzo 2018 via posta elettronica certificata (PEC).

 

Guida sulla Theory of Change per la Cooperazione Internazionale

 

Un anno fa abbiamo pubblicato qui su Info Cooperazione una guida collaborativa che potesse aiutare gli operatori della cooperazione allo sviluppo a comprendere il nuovo Quadro Logico di EuropeAid e a districarsi nell’evoluzione della progettazione europea. Il riscontro è stato entusiasta, la guida è stata scaricata gratuitamente da oltre 4000 utenti del blog. Questo ci ha confermato che si trattasse di un tema di interesse, su cui era necessario un approfondimento. Anche l’approccio collaborativo è stato particolarmente apprezzato dagli operatori del settore. Due mesi fa abbiamo avviato una seconda esperienza di questo tipo a seguito di una serie di articoli sulla Teoria del Cambiamento (Theory of Change).

Si tratta di un approccio metodologico che si sta diffondendo sempre più nel nostro ambito e che potrebbe aiutare le organizzazioni a pianificare, programmare e valutare in modo più efficace le proprie iniziative in un’ottica di cambiamento duraturo e misurabile. Questa volta, però, per sondare l’effettivo interesse da parte dei lettori, abbiamo effettuato un breve survey online al quale hanno risposto più di 100 colleghi. I risultati ci hanno confermato che c’è molto interesse rispetto all’approccio metodologico della Theory of Change, anche perché sempre più spesso ne troviamo traccia nelle linee guida dei donatori e nei documenti di indirizzo della cooperazione internazionale. Eppure sembra che siano ancora poche le organizzazioni che sono entrate davvero nel merito di questo strumento, mentre sono molti i colleghi che vogliono approfondirlo per valutarne l’utilità, l’impatto e la compatibilità con i bisogni del proprio contesto organizzativo.

La guida, che da oggi è possibile scaricare gratuitamente, vuole dare una prima risposta a questo bisogno. Senza la pretesa di esaurire un argomento complesso, con questa guida abbiamo accettato la sfida di approfondire in modo estremamente pratico rischi e opportunità della ToC, in particolare in ambito di ridefinizione delle strategie e di progettazione. Siamo certi che, anche grazie ai casi studio e alle risorse in Appendice, il lettore ne trarrà indicazioni utili per il proprio lavoro quotidiano.

Ma c’è dell’altro, non ci fermiamo qui. Questa guida non è che un “mattoncino” per costruire insieme a voi una riflessione più ampia per il settore: non è più tempo di valutazioni sommarie e superficiali del nostro operato, autoreferenziali, puramente formali o persecutorie. Prima ancora dei donatori, sono a chiedercelo i milioni di persone per le quali esistiamo. È in primis per loro e con loro che dobbiamo dare il nostro meglio in termini di generazione di cambiamenti significativi e duraturi nell’accesso ai diritti fondamentali, il che si traduce anche nella dignità e nella bellezza che possiamo contribuire a creare grazie al nostro lavoro.
Dobbiamo essere in grado di dimostrare il nostro impatto in modo rigoroso (e sappiamo quanto sia difficile, soprattutto in alcuni contesti di intervento) e farci guidare nelle nostre decisioni dalla migliore evidenza possibile a nostra disposizione.
Molto concretamente, con Info Cooperazione continueremo a costruire nuovi “mattoncini” già nei prossimi mesi. Siamo certi che avremo la stessa grande risposta avuta fino a oggi in termini di partecipazione da parte di tutti i lettori.

 

La UE accelera sul piano Africa: al via il Fondo Europeo per lo Sviluppo Sostenibile

 

È in fase di elaborazione il nuovo Fondo Europeo per lo Sviluppo Sostenibile per l’Africa (European Fund for Sustainable DevelopmentEFSD), elemento chiave di un piano che dovrebbe raccogliere fino a 88 miliardi di euro unendo i fondi UE con i finanziamenti privati e nazionali e che potrebbe portare lo sviluppo africano verso un nuovo livello. Siamo al Parlamento Europeo, dove prima di andare in plenaria, l’EFSD è stato approvato da un voto definito “storico” in tre commissioni parlamentari raccogliendo una larga maggioranza. L’obiettivo fondamentale dell’EFSD è quello di fornire un pacchetto finanziario integrato per supportare gli investimenti a cominciare dai Paesi firmatari dell’accordo di Cotonou.

L’EFSD è un elemento chiave del Piano Europeo di Investimenti Esterni (European External Investment Plan – EEIP), un approccio innovativo per stimolare gli investimenti in Africa e nei paesi vicini dell’UE. L’EEIP è costituito da tre pilastri, e il primo di questi è favorire un migliore accesso alle finanze. Al suo interno si trova l’EFSD, che unisce gli strumenti finanziari esistenti con una nuove garanzie gestite dalle istituzioni finanziarie di intermediazione, che a loro volta forniranno sostegno – attraverso prestiti, garanzie, equity o prodotti simili – agli stakeholder finali.

Con un contributo di 3,35 miliardi di euro dal bilancio dell’Unione europea e dal Fondo Europeo di Sviluppo (European Development Fund – EDF), l’EEIP sosterrà garanzie innovative e strumenti simili a sostegno degli investimenti privati, consentendo così di mobilitare fino a 44 miliardi di euro di investimenti. Se, poi, gli Stati membri si rivelassero puntuali nel versare i propri contributi all’UE, l’importo totale potrebbe arrivare a 88 miliardi di euro.

Nonostante sulla carta l’obiettivo principale di EFSD sia quello di combattere la povertà, al Parlamento e alla Commissione nessuno nasconde che questo piano ormai abbia assunto una rilevanza strategica a causa del fenomeno migratorio. Questo nuovo approccio con l’Africa sarebbe ampiamente motivato dalla necessità di affrontare alcune cause fondamentali della migrazione, visto che sempre più persone tentano pericolosi viaggi principalmente per motivi economici.

Da qui la soddisfazione e gli apprezzamenti espressi da quasi tutti i banchi dell’Europarlamento.

Meno entusiasta e a tratti fortemente critica è invece la voce delle organizzazioni della società civile europea che hanno sottolineato i rischi legati a questa nuova iniziativa già nella fase di consultazione. Visto il taglio fortemente orientato al business di questo nuovo strumento le ONG intravvedono il rischio che dei miliardi di euro versati dai contribuenti beneficeranno soprattutto le grandi imprese multinazionali, le uniche veramente interessate a investimenti massicci nel continente.

Il secondo problema, annoso, riguarda il fatto che gli aiuti allo sviluppo vengano usati per sovvenzionare investitori privati, e che le imprese europee possano profittarne molto di più delle imprese locali, che contribuiscono maggiormente alla riduzione della povertà.

Diverse organizzazioni di livello europeo (tra cui Oxfam, ActionAid, Plan International, Save the Children, Transparency International EU e CONCORD) hanno evidenziato alcuni punti che l’Unione Europea dovrebbe analizzare per migliorare la proposta del nuovo fondo concentrando l’attenzione sui bisogni reali delle popolazioni piuttosto che sul frenarne la mobilità delle persone.  Di seguito i più significativi:

  • Assegnare almeno il 40% dei fondi disponibili alle operazioni di finanziamento nei settori che contribuiscono al miglioramento climatico (energia rinnovabile, efficienza energetica, in conformità con l’accordo di Parigi).
  • Assicurarsi che le Valutazioni dell’Impatto Ambientale (VIA) e la Valutazione Strategica dell’Ambiente siano in linea con il regolamento comune di attuazione per quanto riguarda sia gli strumenti finanziari esterni (2014) che gli indicatori sugli impatti dei progetti sull’ambiente naturale, compresi gli ecosistemi, la biodiversità e il cambiamento climatico.
  • Prestare particolare attenzione al potenziale impatto dei progetti sulla disuguaglianza, che è oggi una delle sfide più urgenti di sviluppo e che è stata riconosciuta come tale nell’Agenda 2030 e nel nuovo consenso UE per lo sviluppo.
  • Rafforzare gli indicatori relativi ai diritti delle donne e delle ragazze, che vanno ben oltre la creazione di posti di lavoro decenti.
  • Adottare precisi indicatori per valutare il potenziale dei progetti ex-ante e gli impatti ex-post, coprendo così le quattro dimensioni dell’Agenda 2030 – sociale, economica, ambientale e di governance/partecipazione.
  • Escludere la sanità e l’istruzione dall’ambito dell’EEIP a causa del rischio di erodere l’accesso universale e di incoraggiare la privatizzazione dei servizi pubblici essenziali.
  • Focalizzare il supporto EIP su modelli aziendali inclusivi e sostenibili (imprese e le cooperative sociali e le PMI, grazie al loro maggiore potenziale di sviluppo a lungo termine).
  • Garantire un ruolo adeguato delle OSC locali e internazionali che dovrebbero avere uno spazio significativo nell’EEIP, sia in Europa che nei paesi partner, e il Piano dovrebbe promuovere e difendere il proprio ruolo unico.
  • Aumentare i finanziamenti disponibili per il settore profit-oriented parallelamente all’aumento dei finanziamenti disponibili per il settore non profit.