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Ivana Sacco, la mia esperienza come modello per i giovani di Napoli

13/09/2021

Intervista ad Ivana Sacco, Legale Rappresentante dell’Istituto Sa.Dra. candidata al Consiglio Comunale di Napoli nella lista “Moderati con Manfredi” per le elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre 2021

L’Istituto si regge sulle sue decisioni, crea team di lavoro, sinergie fra docenti e alunni. Propone sempre le soluzioni migliori nel breve tempo possibile. Ha carisma e padronanza nell’ambito gestionale, amministrativo e di coordinamento. Segue i trend della formazione e predispone l’Istituto proiettandolo verso il futuro. È Ivana Sacco, Legale Rappresentante dell’Istituto Sa.Dra., ente di formazione professionale che eroga corsi autorizzati e riconosciuti dalla Regione Campania ai sensi dell'art. 6 D.Lgs. 16/01/2013 n.13 (Ex legge 845/78 Art. 14), validi e spendibili su tutto il territorio nazionale ed europeo.

Con Ivana Sacco, candidata al Consiglio Comunale di Napoli nella lista “Moderati con Manfredi” per le elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre 2021, ci siamo intrattenuti in una piacevole chiacchierata toccando diversi temi, dal mondo giovanile al fare impresa, dalle politiche di sviluppo per Napoli all’importanza di investire su scuola e formazione come volano di miglioramento della qualità della vita.

Così giovane, così professionale. Come bilanci spirito imprenditoriale, vita professionale e vita privata?
Basta porsi l’obiettivo. Bisogna sapere cosa si vuole diventare e chi si vuole essere. Ho lavorato tanto su me stessa, investito tempo facendo dei sacrifici. Una frase che mi è sempre stata da motore è «se lo vuoi, lavora per quello».
Per una ragazza giovane all’inizio non è semplice sacrificare le serate con amici, ma se non l’avessi fatto, mai sarei arrivata dove sono adesso, e ancora non mi basta. Sono affamata della vita, sono curiosa di sapere una volta terminato un obiettivo posto, cosa fare dopo.
Bisogna sempre andare avanti, sennò che scopo avrebbe la vita? Devi avere cura di scegliere le persone che prenderanno parte nella tua vita e mettere in preventivo che non tutti saranno d’accordo con te, non sempre appoggeranno le tue decisioni, le scelte che farai. Il segreto è che ogni ora della giornata ha il suo tempo, e non è affatto una cosa banale. Il tempo è prezioso e bisogna bilanciare tutto. C’è il tempo per il lavoro e il tempo di qualità da spendere con chi ami.

L’Istituto Sa.Dra. si fonda sulle tue decisioni. Qual è il segreto per reggere il peso di tanta responsabilità?
La spinta principale mi è stata data da una frase detta da una persona a me cara: «Ivana sei piccola, hai troppe responsabilità, non ce la puoi fare!». Quella frase ha acceso in me un fuoco che arde e si alimenta ogni giorno di più, per dimostrare a me stessa che non esiste l’età giusta o il tempo giusto per fare le cose. Quale sarebbe l’età giusta per fare? Se aspetti il tempo “giusto” non farai mai nulla nella vita, perché sei tu che crei la tua fortuna, sei tu che crei ciò che hai nelle mani, perché la fortuna è lavoro, preparazione, dedizione, fede che incontrano poi l’opportunità.
Tutto è dipeso da noi, non dagli altri. Se aspettiamo che il cambiamento arrivi, questo non arriva mai. Ho la fortuna di essere parte di un team lavorativo eccezionale, ed è raro riuscire a trovare e coalizzare tanti cervelli e caratteri diversi creando sinergie tra loro. Mi sento fortunata e ne sono profondamente grata di ciò che l’universo mi ha messo a disposizione, perché se pensi di voler fare tutto da solo non andrai molto lontano. È lo spirito di squadra che porta al successo.

Per chi non conosce l’Istituto Sa.Dra., ci spieghi a chi si rivolge e per quali finalità?
L’Istituto Sa.Dra. si rivolge ad un’utenza molto vasta. Il vantaggio è questo: avere servizi che ci permettono di relazionarci con un pubblico eterogeneo. L’Istituto è ente leader nel mondo della formazione autofinanziata, rimanendo sempre aggiornati su nuove figure professionali da proporre all’utenza per finalità concorsuali e lavorative. Da noi trovi ciò che fa al caso tuo, perché ci poniamo un obiettivo comune, ovvero “il raggiungimento del tuo traguardo”.

Che ruolo hanno, o dovrebbero avere, secondo te i mondi scuola e formazione per avvicinare i giovani a quello del lavoro?
Il ruolo dell’insegnante dovrebbe essere quello di educare il discente non solo nella materia di appartenenza ma, a parer mio, anche di avviarlo ad una visione di quello che sarà poi il suo futuro. Dovrebbero istituire una materia nuova a scuola, ovvero quello della crescita personale.
I ragazzi hanno bisogno di avere la consapevolezza che possono fare tutto nella loro vita e di non basarsi su un numeretto messo sul diploma di maturità. Bisognerebbe istituire un vero e proprio progetto di alternanza scuola/lavoro e non quello delle due settimane nel periodo estivo, ma creare vere e proprie opportunità di lavoro attraverso stage, che li metta davanti alla realtà lavorativa.
La Regione Campania deve mettere in campo le risorse per attuare un piano di inserimento che sia nel sociale, aziende o settori manifatturieri, così che i ragazzi possano iniziare a responsabilizzarsi e scoprire un mestiere che forse non avevano mai preso in considerazione. Il futuro è nostro, il futuro è dei giovani e credo fortemente in questo.

Ritieni, e in che misura, che politiche di lavoro orientate ai giovani possano costituire solide basi per un miglior sviluppo del contesto territoriale?
I giovani devono affrontare oggi un numero crescente di sfide e di scelte difficili. Per iniziare a costruire la loro vita professionale hanno bisogno di informazioni relative ai percorsi formativi ed alle opportunità lavorative. La crescita economica non può fare a meno dei giovani né i giovani della crescita. Per gli stessi giovani è importane acquisire esperienze lavorative attraverso l’apprendistato e gli stage già durante il ciclo scolastico.
La Commissione Europea ha dato il via a “Garanzia Giovani”, dedicato ai giovani di età inferiore ai 29 anni, che non lavorano, non studiano e non sono inseriti in percorsi di formazione, con l’obiettivo di offrire loro una valida offerta di lavoro e formazione.

Il tuo impegno è forte anche nella vita sociale. Come vedi la Napoli del futuro?
Ricordo che da piccola, quando mi veniva posta la domanda di routine: «Cosa vuoi fare da grande?» e la mia risposta era «Voglio pulire tutta Napoli e voglio dare un tetto alle persone che dormono per strada». Avevo 7 anni quando affermavo questo e ad oggi credo fortemente che una città come Napoli necessiti di un cambiamento. Un cambiamento che non è vero che un singolo non può dare, bensì può essere d’esempio per altre persone, così da creare una forma mentis totalmente nuova. Partire dalla zona principale della nostra bellissima città: Piazza Garibaldi, ormai fatta casa da numerosi clochard. Dobbiamo iniziare a migliorare la qualità della vita delle persone senza dimora nella città.
Mi piacerebbe andare oltre le logiche assistenziali e indirizzarli a dei progetti che mirino alla valorizzazione delle loro risorse e al reinserimento sociale, mettendo al centro empowerment individuale. Molti mi rispondono «Sarebbe impossibile». Bene, ed è proprio per questo che bisogna farlo, qualcuno dovrà iniziare e farlo diventare possibile!

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